di Chris Claremont, Rick Leonardi e Dan Green












Era il 1980 quando la RAI trasmetteva, nella fascia pomeridiana, un nuova serie televisiva: Doctor Who. Le avventure del Doctor (Tom Baker) e della sua compagna Sarah Jane Smith (Elisabeth Sladen) mi rapirono completamente,
tanto da rimanermi
impresse nella memoria per decenni. Nel 2005 il Dottore è tornato (con il volto di Christopher Eccleston, prima, e di David Tennant,poi) in una nuova versione, abbastanza moderna da catturare l’attenzione di nuovi fan, ma al tempo stesso rimanendo fedele alle caratteristiche storiche di quella serie che ha avuto inizio nei primi anni sessanta.
più grande di quanto appaia all’esterno e che contiene la nave con la quale il Dottore
viaggia attraverso il tempo e lo spazio. Il miscelare la fantascienza con atmosfere gotiche rende l’universo del Dottore unico e ammaliante, il tutto ricco di sano umorismo tipicamente inglese. Il protagonista è affascinante, apparentemente folle, dotato di una conoscenza smisurata e dell’entusiasmo di un bambino per ogni nuova avventura, non privo di difetti come la presunzione, e capace di un aspetto spietato quando punisce chi ha commesso dei crimini imperdonabili. Le sue compagne di viaggio non possono avere una personalità dimessa da fanciulle indifese, verrebbero totalmente adombrate dalla figura del Dottore, spezzando quell’equilibrio che rende gestibile un personaggio troppo simile al divino. Anche esse sono dotate di un carattere a tutto tondo, valide spalle e tasselli importanti nei viaggi del Dottore, a volte sono la soluzione a catastrofi sotto le quali lo stesso Dottore potrebbe soccombere.



















Star Wars-Rebellion(luglio 2006) di Rob Williams e Brandon Bardeaux

Soul Saga Collected edition1 (aprile 2000) di Stephen Plett e Christian Lichtner
Avengers vol. III n.83 e 84 (settembre 2004) di Austen, Kolins e Sotomayor 



Onslaught Reborn (2006/2007) di Jeph Loeb e Rob Liefeld
Il 1° novembre è lo spartiacque fra un anno agricolo e l'altro. Finita la stagione dei frutti la terra, che ha accolto i semi del frumento destinati a rinascere in primavera, entra nel periodo del letargo. Per i cristiani si celebrano in questi giorni due feste importanti, Ognissanti e la Commemorazione dei defunti. Ma un tempo, nelle terre abitate dai Celti, che si estendevano dall'Irlanda alla Spagna, dalla Francia all'Italia settentrionale, dalla Pannonia all'Asia minore, questo periodo di passaggio era il Capo d'anno: lo si chiamava in Irlanda Samuin ed era preceduto dalla notte conosciuta ancora oggi in Scozia come Nos Galan-gaeaf, notte delle Candele d'inverno, durante la quale i morti entravano in comunicazione con i vivi in un generale rimescolamento cosmico. Era festa grande per i Celti, così come le feste solstiziali di Capodanno lo erano per i Romani, e veniva ancora celebrata all'inizio del medioevo. Per cristianizzarla l'episcopato franco istituì il 1° novembre la festa di Ognissanti alla cui diffusione contribuì soprattutto Alcuino (753-804), l'autorevole consigliere di Carlo Magno.
tratto da "Calendario" di Alfredo Cattabiani
